In occasione del 50° anniversario del Terremoto del Friuli del 1976, il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura (DPIA) organizza dal 4 al 7 maggio le Lezioni del Terremoto, un ciclo di 14 incontri pubblici in forma di lezioni universitarie aperte. Durante il normale orario di lezione, i docenti evidenzieranno come argomenti trattati nel proprio insegnamento hanno e potranno contribuire ad affrontare le innumerevoli problematiche legate ad una catastrofe quale il terremoto, molte delle quali specifiche del sisma del 1976 in Friuli.
Il ciclo rientra nel programma di iniziative “UniUD Epicentro di saperi 1976 – 2026” promosse dall’Università per il cinquantennale del tragico evento.
L’idea di base è raccontare un po’ di quello che il “terremoto ci ha insegnato” in una lezione (prima missione universitaria), applicando argomenti di ricerca (seconda missione) e divulgandolo a tutti (terza missione). L’apertura agli studenti di altri corsi di laurea del DPIA o dell’UniUD va infatti nella direzione della terza missione, ulteriormente estesa a tutti i docenti interessati e ovviamente a tutta la popolazione...
Gli incontri, coordinati da Domenico Visintini e Daniele Goi del DPIA, presidenti dei corsi di laurea in Ingegneria civile e in Ingegneria ambientale per la resilienza territoriale, si svolgeranno in gran parte nel polo scientifico dell’Ateneo (via delle Scienze 206, Udine).
Le lezioni riguarderanno principalmente i corsi di laurea magistrale: in Ingegneria civile (5), in Architettura (2), in Ingegneria per l’ambiente, il territorio e la protezione civile (1), in Industrial Engineering for Sustainable Manufacturing (1), lezione mutuata per Ingegneria Gestionale. Altre lezioni sono erogate da corsi di laurea (triennale): in Scienze dell’architettura (2), in Ingegneria civile e ambientale, in Ingegneria gestionale e in Tecniche dell’edilizia e del territorio. Nella settimana successiva, si svolgeranno due seminari del prof. David Koren della Facoltà di Architettura dell'Università di Lubiana su “Earthquakes and the Built Environment” e “Enhancing the Seismic Resilience of Existing Buildings”.
Già dall’elenco dei corsi di laurea e da quello sotto-riportato degli insegnamenti coinvolti, risulta evidente come il “problema terremoto” sia estremamente complesso e richieda diverse competenze che coinvolgono figure fra loro integrabili, oggi come studenti universitari, domani come tecnici liberi professionisti, in qualche amministrazione o società d’impresa.
È allo studio l’estensione di questa iniziativa agli altri dipartimenti dell’UniUD. Come noto L’Università di Udine è l’unico ateneo italiano istituito per volontà popolare. Nel 1976, dopo il devastante sisma che colpì il Friuli, la popolazione e le istituzioni locali si mobilitarono per raccogliere le firme necessarie (almeno 50 mila) per una proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere la nascita di un’università in Friuli. Le firme furono ben 125 mila, molte delle quali raccolte nelle tendopoli post terremoto. In questo modo il popolo friulano dimostrava la volontà di scommettere sul proprio futuro partendo dall’alta formazione, dalla conoscenza, dai giovani.
All’interno della gran parte dei corsi di laurea UniUD si trattano argomenti correlabili con il “terremoto”, non dal punto di vista ingegneristico-architettonico (trattato prevalentemente nei corsi DPIA), ma da quello sociale, economico, storico, legale, sanitario, culturale, etc. etc. Dal mese di settembre le Lezioni del Terremoto si potrebbero quindi propagare dal DPIA agli altri dipartimenti UniUD come un’onda, stavolta costruttiva, di conoscenza.
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